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Psathyrella

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Psathyrella bivelata Contu

Psathyrella bivelata Psathyrella bivelata

Psathyrella bivelata dilavata dalle piogge.

Cappello: 2-6 cm, inizialmente campanulato, presto convesso poi quasi piano, con largo umbone, cuticola liscia o alle volte solcata da rughe, di colore ocra-nocciola da giovane, tende a scolorire col secco, cosparsa da verruche puntiformi da ocra a brune, residuo del velo generale, ▒ diffuse e tendenti a sparire o scolorire con la pioggia. Margine sottile, spesso fessurato a maturitÓ, appendicolato da lembi del velo secondario bianchi.

Lamelle: adnate, fitte, con lamellule, inizialmente grigie, poi bruno violacee, infine nerastre con filo discolore, biancastro, fimbriato.

Gambo: 5-12 3-6 x 0,3-0,7 cm, cilindrico con base allargata, midolloso, fragile, bianco, liscio, sericeo, leggermente pruinoso nella parte alta.

Carne: fragile, bianca, senza sapori e odori particolari.

Habitat: cresce gregaria, raramente fascicolata, dalla primavera all'autunno fra l'erba in terreni incolti, o ai margini di sentieri. Trovata sui Monti Peloritani e sui Nebrodi.

CommestibilitÓ: non commestibile.

Microscopia:  spore  oblunghe, lisce, faseoliformi in vista laterale, con poro germinativo, nostre misure:  (9.6)10.4 - 12.4(13) x (4.6)5 - 6.8(7.6) Ám.

Q= 1.7 - 2.1;  N = 40. Me = 11.3 x 6 Ám;  Qe = 1.9

Basidi tetrasporici e alcuni bisporici. Giunti a fibbia presenti.  Pleurocistidi assenti. Cheilocistidi 35-45 x 12-17 Ám. fusiformi, capitulati e lecitiformi, in folti gruppi.

Psathyrella bivelata spore  Psathyrella bivelata spore

 

Note: Psathyrella bivelata Ŕ una specie fragile dal cappello ocraceo, ornato da verruche puntiformi pi¨ scure, dalle lamelle grigio nerastro e dal gambo bianco.  A prima vista Ŕ facile confonderla con la pi¨ comune Psathyrella candolleana (vedi sotto) ma un'attenta osservazione sulla presenza delle verruche, peraltro presenti anche in quest'ultima, ma a rari lembi bianchi, conducono al riconoscimento. Indispensabile il controllo microscopico per togliere dubbi, in primo luogo alle spore che si presentano pi¨ grandi in P. bivelata e pi¨ subcilindriche.

Psathyrella gordonii (P. pseudogordoni) Ŕ anche simile, presenta velo a fiocchi o scaglie bianche che ricoprono il cappello ed il gambo, cresce su residui legnosi preferibilmente di faggio, non possiede giunti a fibbia.

 

Psathyrella candolleana (Fr.) Maire

Psathyrella candolleana Psathyrella candolleana

Cappello: 1,5-7 cm, inizialmente emisferico-campanulato, poi campanulato convesso, infine convesso appianato, con basso umbone; cuticola liscia, alle volte con resti velari in piccole placche bianche, igrofana, da giallo miele, bruno-ocra da giovane, decolorata a bianca col secco e col disco ocra; margine sottile, striato, alle volte fessurato, appendicolato da resti velari bianchi.

Lamelle: adnate, fitte, fragili, inizialmente grigio pallido, poi rosa porporine, bruno-porpora, infine nerastre col filo bianco.

Gambo: 3-8 x 0,2-0,6 cm, cilindrico, leggermente flessuoso, slanciato, cavo, fragile, liscio o poco pruinoso in alto, alle volte con fini fibrille lanose, residui del velo, in basso, bianco, lucido, poco ingrossato alla base. Anello assente, velo presente allo stadio iniziale, poi permane attaccato al margine del cappello.

Carne: sottile, fragile, biancastra. Odore e sapore poco pronunciati, gradevoli.

Habitat: cresce gregaria o cespitosa dalla primavera all'inverno, ubiquitaria, su residui legnosi marcescenti o terreni ricchi di humus, ai margini dei boschi, in luoghi erbosi, giardini, sentieri.

CommestibilitÓ: specie non tossica, senza valore alimentare per l'esiguitÓ della carne, da non consumare per la facilitÓ di errori di determinazione.

Reazioni chimiche: KOH sulla cuticola rosa, grigio-lilla.

Microscopia: spore bruno-porpora in massa, lisce, ellittiche, faseoliformi, con poro germinativo, misure rilevate:

(6.7) 7.5 - 9.1 (9.8) x (4.5) 4.8 - 5.5 (5.9) Ám.

Q = (1.5) 1.53 - 1.7 (1.9);  Me = 8.3 x 5.1 Ám ; Qe = 1.6.

Psathyrella candolleana spore

Basidi clavati, tetrasporici.  Pleurocistidi assenti. Cheilocistidi da cilindracei a utriformi.

 

Note: Psathyrella candolleana si distingue per il cappello piano convesso dai colori da bianco a ocra, il gambo bianco, le lamelle grigio-porpora-nerastre e la fragilitÓ complessiva. Esistono diverse altre specie simili, difficili da separare, il sistematico controllo microscopico pu˛ portare a sorprese:

Psathyrella bivelata se dilavata dalle piogge diviene identica, si pu˛ distinguere con un'attenta osservazione del cappello, che in P. bivelata presenta verruche puntiformi ocra brunastre e dalle spore che sono pi¨ grandi e subcilindriche.

Psathyrella spintrigera Ŕ simile per portamento ma ha cappello pi¨ scuro e ornato da verruche puntiformi bianche, possiede, inoltre, anello membranoso fugace.

Psathyrella incerta ha un cappello giallo pallido quando Ŕ giovane, non tendente a diventare bianco e le spore sono pi¨ piccole, mediamente 6-7,5 x 3,5-4 Ám. 

 

Psathyrella melanthina (Fr.) Kits van Wav. (1985)

= Coprinopsis melanthina (Fr.) Írstadius & E. Larss. (2015)

Drosophila melanthina (Fr.) KŘhner & Romagn.

Funcia di ficurini, Funghi dei fichi dĺIndia.

Psathyrella melanthina  Psathyrella melanthina opuntia  Psathyrella melanthina

Cappello: 3-6 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine piano con leggero umbone ottuso, col secco depresso al centro. Cuticola igrofana, inizialmente corrugata, con fibrille lanuginose disposte radialmente, poi con cuticola pi¨ distesa e fibrille riunite a formare squame cotonose, con disco unito;  colore variabile da bruno-ocra, grigio-bruno, a grigio topo. Orlo sottile, ondulato, con qualche fendidura, un po' eccedente, da giovane appendicolato da resti velari.

Lamelle: adnate o annesse con dentino, sottili, fitte, con lamellule, fragili, colore da bruno crema.rosato a bruno terra, bruno cioccolato, sempre con tonalitÓ rosate, filo fimbriato o finemente seghettato, discolore.

Gambo: 7-10 x 0,3-0,7 cm, bianco, cilindrico, alle volte sinuoso, con base allargata ma non bulbosa, alle volte rivestita da un feltro miceliare bianco, fistoloso, decorato da fibrille o piccoli fiocchi  bruno fuliginei o grigio-bruni.

Carne: inconsistente, fragile, bianca, con odore e sapore gradevoli.

Habitat: cresce in autunno e fino ad inizio inverno su residui legnosi di Opuntia ficus-indica (Ficodindia), in tal caso in gruppi di pi¨ esemplari riuniti alla base, oppure su residui frantumati e sparsi nel terreno, in tal caso a crescita gregaria apparentemente terricola. In letteratura risulta un habitat molto vasto che comprende: Agave, Palma da datteri, Frassino meridionale, Ficus carica, Robinia pseudoacacia, Tiglio, Betulla. 

Ritrovamenti: S. Marina Salina (Isola Eolie), quota 25 m. s.l.m.

CommestibilitÓ: non commestibile.

Microscopia: spore lisce, a parete sottile, oblunghe, senza poro germinativo, con numerose piccole guttule a contenuto rifrangente, misure rilevate:

(9.6) 10 - 11.7 (11.8) x (5) 5.2 - 6.2 (6.3) Ám

Q = (1.6) 1.7 - 2 (2.1). Me = 10.8 x 5.8 Ám ; Qe = 1.9.

Basidi tetrasporici, clavati, cheilocistidi utriformi (vedi foto con misure).

Cheilocistidi Psathyrella melanthina cheilocistidi    Psathyrella melanthina spore spore

Note: Psathyrella melanthina al primo impatto, per il colore delle lamelle rosate, fa pensare ad un Pluteus o ad altro Genere Rhodosporeo. L'osservazione della fragilitÓ del gambo e generale e l'osservazione di esemplari maturi ricondocono a Psathyrella. Nel Genere si distingue per le lamelle con filo seghettato e appunto con riflessi rosati, la crescita su residui legnosi, le spore.

Il nome vernacolo di questi funghi in Sicilia Ŕ Funcia di ficurini ovvero funghi di ficodindia con riferimento al luogo di crescita. Con lo stesso nome viene anche inteso tutt'altra specie sempre crescente su Ficodindia: Pleurotus opuntiae.

Psathyrella lacrymabunda (Bull.) M.M. Moser

Lacrymaria lacrymabunda (Bull.) Pat.

Lacrymaria velutina (Pers.) Konrad & Maubl.

Psathyrella velutina (Pers.) Singer

Psathyrella Lacrymaria lacrymabunda  Lacrymaria Psathyrella lacrymabunda

Cappello: 4-12 cm, carnoso, da campanulato a convesso, con umbone ottuso poco prominente e bordo involuto. Cuticola densamente pelosa, con squame fuliginose, bruno-ocracee, appendicolate al margine, che si presenta densamente lanoso, con resti di velo biancastri.

Lamelle: da smarginate a libere, con numerose lamellule, facilmente secedenti, spesse, grigio-rosato, poi punteggiate di bruno, infine violacee-nerastre, lacrimanti goccioline di colore grigio-violaceo; filo biancastro, secernente e cosparso di minute goccioline.

Gambo: 5-12 x 0,8-1,5 cm, eterogeneo, cilindrico e fragile, fistoloso, poi cavo, bianco e  pruinoso sopra la zona anulare, ocraceo e coperto da fibrille nella parte sottoanulare, brunastro e poco fibrilloso alla base; anello bianco e densamente lanoso da giovane, poi fugace e ridotto ad un collare nerastro per il residuo sporale.

Carne: fragile, ocra pallido nel cappello, ocra-brunastra nel gambo, odore impercettibile, sapore aspro.

Habitat: in autunno, spesso cespitoso in parchi e boschi. Trovato presso residui legnosi interrati, in bosco misto di latifoglie (Nebrodi - ME).

CommestibilitÓ: di incerta commestibilitÓ, aspetto sgradevole e sapore mediocre.

Microscopia: basidi tetrasporici, cortemente clavati; cheilocistidi sinuoso cilindrici. Spore bruno-nerastre in massa, amigdaliformi, grossolanamente verrucose, con largo poro germinativo, (8.8)9.3 - 10.8(12.1) x (5.9) 6.5 - 7.5(7.9) Ám. Qe = 1.5.

Lacrymaria Psathyrella lacrymabunda spore misure spore

Note: Lacrymaria lacrymabunda Ŕ distinta dal Genere Psathyrella per le spore verrucose e non lisce e per il velo generale innato.

Si riconosce per il cappello ricoperto da dense squame fuligginose, appendicolate al margine e le lamelle bruno-violacee secernenti delle goccioline acquose.

Lacrymaria pyrotricha si riconosce per le dimensioni minori, per il colore fulvo-aranciato pi¨ caldo e la crescita presso Conifere e Faggio.

Lacrymaria glareosa si distingue essenzialmente per le spore di dimensioni maggiori ed i cheilocistidi di conformazione flessuosa e mucronati.

 



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